DIARIO DI VIAGGIO

CIBO E VIAGGIO

Ester Arguto

10 Aprile 2020

Mangiare mi ha sempre resa felice.

Sono cresciuta all’interno di una famiglia siciliana dove i sapori autentici della nostra cucina hanno avuto un posto di rilievo durante tutto il mio sviluppo.

Viaggiando è stato essenziale perciò unire alla vista anche l’olfatto e il gusto.

Noi italiani, si sa, siamo un po’ pignoli in fatto di pietanze e le nostre papille gustative scalpitano al contatto con certi sapori.
Prima di aprirmi all’universo della cucina internazionale, avevo molti limiti mentali. Soprattutto in tema di street food.

Ricordo ancora il primo impatto con il Marocco e il souk di Fès, adesso uno tra i miei preferiti.

Cibo e Viaggio

Rimasi un’intera giornata senza toccare cibo. Io, quella che troverebbe qualsiasi scusa per mangiare.

Mi sentivo perduta in mezzo a quell’infinità di cibi preparati per strada che a prima vista non parevano proprio rispettare le classiche norme igieniche alle quali ero abituata.

Insomma, avevo paura di beccarmi chissà quale batterio (cosa che mi è accaduta e che ho superato).
Mio marito è algerino. Potrebbe mangiare di tutto e cavarsela con una mezz’ora in bagno. Ma io ho lo stomaco delicato. Quindi devo fare parecchie rinunce.
La voglia di testare quei cibi mi aveva riempito talmente tanto gli occhi che non ho potuto resistere più di 24 ore.

Travel Video Experience

Lentamente ho lasciato che odori e sapori mi avvolgessero imparando ad apprezzare la diversità culinaria di ogni paese e di ogni popolo. Ingredienti e metodo di preparazione rivelano molti segreti riguardo le usanze di un determinato popolo.

Ho abbandonato le classiche posate lasciando che la gente del luogo mi insegnasse come mangiare. Per educazione mettevano accanto al piatto forchetta, coltello e cucchiaio ma io chiedevo sempre che mi mostrassero come potevo mangiare seguendo le loro usanze.

In 23 paesi diversi ho sperimentato cibi dai gusti imprevedibili. E lo street food è diventato una seconda fede.

Cibo e Viaggio
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Cibo e Viaggio

Non c’è luogo dove non mi lanci in una visita minuziosa tra colori e sapori della cucina locale.
La parte migliore è quando attraverso i mercati e spalanco le narici: brividi ed emozioni inspiegabili percorrono velocemente ogni centimetro della mia pelle.

Cibo e Viaggio

Attualmente posso dire di aver trovato il mio equilibrio nella cucina marocchina.
Il Souk di Agadir con i suoi piccoli chioschi dove mangiare mensemen al miele e burro accompagnato da tè bollente profumato di menta. I ristoranti, giusto 10 metri fuori dal Souk, dove già alle prime luci dell’alba si preparano tajine di agnello, pollo e verdure che vengono serviti dopo una omelette di olive nere e pomodoro fresco.
Il Souk di Fès, il più caratteristico che abbia mai visto, dove si possono testare alcuni tra i cibi più buoni che mi siano capitati sotto i denti: sardine fritte servite con limone e harissa, una salsa piccante rossissima; mensemen imbottito di erbe, pomodoro, cipolla e peperoncino; ogni sorta di pane e succo naturale di frutta appena tagliata e spremuta; l’harira, zuppa fatta a base di carne, pomodoro, coriandolo, curcuma, cipolle, ceci o lenticchie.

Cibo e Viaggio

Da Skopje a Sarajevo poi ho provato un’infinità di cibi, caffè, bevande locali e carni che adesso neppure potrei ricordarmele tutte.
Il caffè bosniaco è stato una dolce scoperta (bosniaco, non turco). Se vi trovate a Sarajevo dove visitare questo piccolo locale a Bašcaršija, centro storico della città.
Il proprietario è incredibile: sorridente, snello, abbronzato, pieno di tatuaggi con una bella barba bianca e dei pantaloncini corti vi mostrerà i suoi tè e caffè (non ditegli che il caffè turco è uguale a quello bosniaco). Parla molteplici lingue tra le quali l’italiano. Per cui non avrete problemi di comunicazione.

Adesso sono in piena sperimentazione del cibo georgiano  del quale ho un’ottima opinione. Tra Khachapuri, Khinkali ripieni di funghi o formaggio e Badrijani non so più come conciliare dieta e sfizi.

Cibo e Viaggio

Ho ancora tanto street food da fare. E credo che lo abbiate anche voi.
Nella mia wish list? Asia. Non sbaglio se dico che lì hanno una incredibile varietà di cibi.